Utero in affitto negli Usa per una coppia italiana
Il ginecologo Bilotta: a gennaio nati due gemelli, gli embrioni congelati spediti in America nel 2000
Utero in affitto negli Usa per una coppia italiana Il ginecologo Bilotta: a gennaio nati due gemelli, gli embrioni congelati spediti in America nel 2000 ROMA - Un contenitore metallico, simile a un thermos, imbarcato su un aereo di linea Alitalia che decolla da Roma all' inizio del 2000, destinazione una città Usa. All' interno cinque minuscoli embrioni immersi in azoto liquido a 196 gradi sotto zero. Sono passati due anni. Dei cinque embrioni congelati ne sono rimasti tre. Gli altri due sono stati trasferiti con successo e fortuna nel grembo di una donna. Una mamma americana surrogata. Che ha «affittato» il suo utero. Lo scorso gennaio sono nati due gemelli, un maschio e una femmina, cognome italiano dei genitori veri. Doppio passaporto. I due bimbi sono già in Italia. La loro foto, cuffiette rosa e azzurra che spuntano dalla culla, è riposta nel cassetto di Pasquale Bilotta, ginecologo in un centro di procreazione assistita a Roma. È stato lui ad architettare il piano, così diverso dalle fiabe che hanno per protagoniste le cicogne. Il codice deontologico dei medici, unica regola oggi vincolante nel nostro Paese senza leggi specifiche, vieta la pratica della surrogacy, come dicono più semplicemente gli americani. I pazienti di Bilotta si sono rivolti a un centro straniero per trovare una donna che accogliesse a pagamento i loro embrioni, inutilizzabili qui da noi. Il ginecologo non è nuovo a queste sfide. Ha fatto nascere più di un bimbo venuto dal freddo, attirandosi ogni volta polemiche e malevolenza. Però è sicuro e felice: «Dare figli a genitori che non potevano averne è la soddisfazione più grande nel mio mestiere. Le critiche non mi toccano. Ci saranno altre storie come queste. Ho inviato altri embrioni prima che la spedizione fosse bloccata per questioni di sicurezza, in seguito all' attacco dell' 11 settembre alle Torri gemelle. Finché si continuerà a osteggiare la maternità surrogate tante coppie andranno all' estero. Ma solo chi potrà pagare profumatamente». I gemellini sbocciati da embrioni spediti per corriere sono costati 300 milioni di lire, circa 155 mila euro. Tutto comincia nel ' 93. La donna, 27 anni, scopre di avere un cancro all' utero che le viene asportato, conservando le ovaie. «Non avevano che un pensiero - ricorda Bilotta -: i figli». L' uomo è affetto da una forma di azoospermia, si decide di intervenire subito con l' inseminazione artificial. Vengono creati e congelati cinque embrioni, nella speranza che i divieti italiani un giorno spariscano. Macché. All' inizio del 2000 la piccola tanica metallica viene stipata in un aereo e spedita in un centro americano che mette a disposizione mamme surrogate al prezzo di 25 mila dollari. I clienti possono scegliere quella che ritengono più idonea. Ricevono la foto della candidata, segue il colloquio. Se va bene e le analisi sono a posto si procede col trasferimento degli embrioni. In questo caso è bastato un unico tentativo. Non sempre è così. Anche i due coniugi romani che due anni fa hanno ricevuto da un giudice l' autorizzazione alla maternità surrogata in Italia, disorientati dalle polemiche preferirono andare negli Stati Uniti, con grandi sacrifici economici, la casa venduta. Quattro embrioni inviati per posta, due tentativi falliti. Oggi sognano ancora il bambino mai avuto.



